Per molti decenni l’amalgama d’argento ha rappresentato il materiale d’elezione per il restauro dei denti posteriori colpiti da carie.
Caratterizzate da tantissima resistenza meccanica alla masticazione e da una notevole longevità, queste otturazioni scure fanno ancora mostra di sé nella bocca di milioni di pazienti. Tuttavia, con il passare degli anni e l’evoluzione dell’odontoiatria moderna, la presenza di queste otturazioni metalliche solleva spesso dubbi e interrogativi, spingendo molti a chiedersi se sia il caso di rimuoverle e sostituirle con materiali più moderni ed estetici.
Il motivo più evidente che spinge verso la sostituzione è indubbiamente quello estetico. L’amalgama, a causa dell’ossidazione dei metalli che la compongono (argento, stagno, rame e mercurio), assume nel tempo una colorazione grigio-nerastra molto scura. Questa alterazione cromatica non solo rende visibile l’otturazione ogni volta che si ride o si parla, ma tende anche a infiltrarsi nei tubuli dentinali circostanti, scurendo l’intera struttura del dente e conferendogli un aspetto spento e grigiastro.
Al di là dell’impatto visivo, esistono tuttavia ragioni cliniche e strutturali ben più rilevanti. L’amalgama è un metallo e, in quanto tale, è soggetta a dilatazione termica: a contatto con cibi molto caldi o molto freddi si espande e si contrae in modo diverso rispetto al dente. Questo continuo movimento micromecanico, ripetuto per anni, crea forti tensioni interne che possono causare microfratture o veri e propri cedimenti delle pareti dentali sane superstiti. Inoltre, a differenza dei materiali moderni, l’amalgama non si lega chimicamente al dente ma è incastrata meccanicamente al suo interno; con il tempo, i margini possono logorarsi creano microscopiche fessure dove i batteri si infiltrano, dando origine a carie secondarie difficili da intercettare visivamente.
La decisione di procedere alla rimozione di una vecchia otturazione in argento non deve però essere presa con leggerezza o basandosi sul fai-da-te.
La comunità scientifica concorda sul fatto che un’otturazione in amalgama integra, che non presenta infiltrazioni stabili, carie sottostanti o danni strutturali al dente, non vada rimossa senza un motivo clinico valido, poiché l’atto stesso della rimozione comporta un leggero sacrificio di tessuto dentale sano. La sostituzione diventa invece prioritaria e necessaria quando l’otturazione mostra segni di usura, margini aperti, infiltrazioni batteriche, o quando il dente manifesta una sensibilità anomala o presenta micro-incrinature superficiali che rischiano di trasformarsi in fratture complete.
Quando si rende necessaria la sostituzione, la procedura di rimozione richiede protocolli di sicurezza estremamente rigidi per proteggere il paziente e gli operatori dall’inalazione dei vapori di mercurio che possono sprigionarsi durante la fresatura. Nel nostro studio dentistico la rimozione dell’amalgama viene eseguita seguendo un protocollo ben preciso. Questo prevede l’utilizzo della diga di gomma, un foglio isolante che racchiude solo il dente interessato impedendo al paziente di ingerire residui metallici, associato a sistemi di aspirazione ad alta portata e frese specifiche che tagliano l’amalgama in grossi blocchi senza polverizzarla. Una volta bonificato il dente, gli specialisti di iSmile Dental Center procedono al restauro utilizzando materiali compositi di ultima generazione o intarsi in ceramica. Questi materiali moderni non solo restituiscono al dente un aspetto totalmente naturale e invisibile, ma si legano chimicamente alla struttura dentale, rinforzandola e restituendole l’originaria stabilità meccanica.
FAQ – Domande Frequenti sull’Otturazione in Amalgama
Le vecchie otturazioni in argento sono tossiche per la salute? La presenza del mercurio all’interno dell’amalgama ha sollevato storicamente molti dibattiti. Gli studi scientifici internazionali indicano che la quantità di vapore di mercurio rilasciata durante la normale masticazione da un’otturazione stabile è infinitamente inferiore ai limiti di sicurezza biologica e non costituisce un pericolo diretto per la salute generale. Il momento di massimo rilascio di vapori avviene paradossalmente proprio durante le fasi di inserimento o di rimozione ed è per questo motivo che, quando si decide di rimuoverla, è fondamentale affidarsi a centri che applicano protocolli protetti.
Con cosa viene sostituita la vecchia otturazione scura? Oggi i materiali d’elezione sono le resine composite e la ceramica. Per i restauri di piccole o medie dimensioni si utilizzano le resine composite biocompatibili, che vengono modellate direttamente sul dente e indurite con apposite lampade, offrendo un’estetica impeccabile. Se l’otturazione da sostituire è molto grande e ha indebolito le pareti del dente, la scelta migliore ricade sull’intarsio in ceramica, un restauro personalizzato costruito in laboratorio che si adatta come un tassello perfetto, garantendo la massima robustezza nel tempo.
Quanto tempo ci vuole per sostituire un’otturazione in amalgama? La durata della seduta varia solitamente tra i quaranta e i sessanta minuti per singolo dente. Il tempo include l’applicazione delle misure di isolamento protettivo, la rimozione delicata e sicura del vecchio metallo, la bonifica dei tessuti dentali e la successiva ricostruzione estetica con i nuovi materiali. L’adozione di protocolli precisi permette di svolgere l’intera procedura in un’unica seduta, garantendo il massimo comfort e la totale sicurezza del paziente.






