Denti che si muovono: cause, biochimica dell’osso e soluzioni

denti che si muovono
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La perdita del supporto osseo

La mobilità dentale non è mai un evento isolato, ma il sintomo finale di un’alterazione dell’apparato di sostegno (parodonto). Nella maggior parte dei casi clinici che vediamo a Cagliari, la causa è la parodontite cronica. Dal punto di vista cellulare, l’infiammazione persistente causata dai batteri anaerobi sottogengivali stimola la produzione di una proteina chiamata RANKL. Questa molecola si lega ai precursori degli osteoclasti (le cellule che “mangiano” l’osso), attivandoli in modo patologico. Il risultato è un riassorbimento dell’osso alveolare che non viene compensato dalla formazione di nuovo tessuto osseo.

Quando il dente perde oltre il 50% del suo supporto osseo, la sua capacità di resistere alle forze della masticazione diminuisce drasticamente. Il dente inizia a “migrare” o a inclinarsi, cercando una nuova posizione di equilibrio che spesso però peggiora la situazione, creando contatti traumatici con gli altri denti. Questa mobilità è particolarmente insidiosa perché, nelle fasi iniziali, non causa dolore, portando il paziente a sottovalutare il problema fino a quando il dente diventa effettivamente instabile durante la masticazione.

 

Traumi occlusali e postura 

Non sempre i denti si muovono per colpa dei batteri. Esiste il “trauma occlusale“, ovvero una forza eccessiva applicata su un dente (per esempio a causa di un pre-contatto o di bruxismo). In questi casi, il legamento parodontale si infiamma e si allarga (edema del legamento), dando una sensazione di mobilità. Squilibri nelle catene muscolari discendenti (problemi alla colonna, al bacino o persino ai piedi) possono influenzare la tensione dei muscoli del collo e della mandibola, alterando il modo in cui i denti si chiudono tra loro.

Biochimicamente, la salute dell’osso dipende anche dallo stato nutrizionale. Una carenza di Vitamina D3 e di Vitamina K2 impedisce al calcio di fissarsi correttamente nella matrice ossea alveolare. 

 

Strategie di stabilizzazione e rigenerazione 

Affrontare i denti che si muovono richiede un intervento tempestivo. Il primo passo è la terapia parodontale non chirurgica per arrestare l’osteoclastogenesi e stabilizzare il livello osseo residuo. In molti casi, ricorriamo allo “splintaggio“, ovvero l’unione dei denti mobili a quelli stabili mediante fibre di vetro e resine estetiche, per distribuire uniformemente le forze masticatorie e permettere ai tessuti di guarire. Laddove possibile, utilizziamo tecniche di chirurgia rigenerativa con l’ausilio di derivati della matrice dello smalto o membrane biocompatibili per recuperare l’osso perduto.

Mantenere la stabilità dell’arcata è fondamentale per evitare l’effetto domino: la perdita di un solo dente porta allo spostamento di tutti gli altri, compromettendo la funzione masticatoria e l’estetica del viso. Presso il nostro studio a Cagliari, offriamo soluzioni all’avanguardia per bloccare la mobilità e restituire sicurezza al tuo sorriso, agendo sia sulla causa batterica che su quella biomeccanica e posturale.

Dott. Ahmad Ismail

Dott. Ahmad Ismail

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